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Corte di cassazione: Contraddittorio preventivo – 17426/2016 depositata il 30/08/2016
Data:31/08/2016

La sentenza della sezione sesta della corte di cassazione n. 17426 depositata il 30/08/2016 conferma la non obbligatorietà del contradditorio preventivo per gli accertamenti a “tavolino”.

La vicenda trae origine da un avviso di accertamento Irpef e Irap emesso dall’agenzia delle entrate a seguito di indagini finanziarie ex art. 32 Dpr 600/73. Sia in primo che in secondo grado le commissioni si erano espresse a favore del contribuente: ossia, l’avviso di accertamento emesso in violazione del comma 7 dell’art 12 dello Statuto del Contribuente, prima che fossero trascorsi 60 giorni dalla chiusura delle indagini, era stato dichiarato nullo. L’agenzia propone ricorso per cassazione denunciano violazione e falsa applicazione dell’art. 12  comma 7 legge 212/2000. La corte accoglie il ricorso dell’Ufficio confermando il principio sancito dalle Sezioni Unite “Differentemente dal diritto dell'Unione europea, il diritto nazionale, allo stato della legislazione, non pone in capo all'Amministrazione fiscale che si accinga ad adottare un provvedimento lesivo dei diritti del contribuente, in assenza di specifica prescrizione, un generalizzato obbligo di contraddittorio endoprocedimentale, comportante, in caso di violazione, l'invalidità dell'atto. Ne consegue che, in tema di tributi "non armonizzati, l'obbligo dell'Amministrazione di attivare il contraddittorio endoprocedimentale, pena l'invalidità dell'atto, sussiste esclusivamente in relazione alle ipotesi, per le quali siffatto obbligo risulti specificamente sancito."(Cass.24823/2015).